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I DA POLENTA "Non sono stati né i Beatles, né
i Rolling Stones, ma per i ravennati della mia età e non solo hanno rappresentato,
come si dice oggi, 'un mito'. Oggi faccio l'amministratore di questa bella città,
molti altri lavorano in banca, fanno i liberi professionisti, gli operai, ma
tutti hanno un ricordo legato ad una serata, in balera, dove suonavano i Da
Polenta". Il complesso musicale ravennate dei "Da Polenta" nasce
ufficialmente nel maggio del 1965, in un'epoca particolare del panorama musicale
italiano, caratterizzato dal sorgere di una quantità incredibile di complessi
musicali. I "complessi" non costituivano di certo una novità,
ma fino a quell'epoca la loro identità era associata al cantante che
accompagnavano. I "Campioni", ad esempio, accompagnavano i primi gorgheggi
di Tony Dallara, gli "Asternovas" facevano da corona alle canzoni-show
di Fred Buscaglione, i "Flippers" battevano il tempo alle allegre
canzoni di Edoardo Vianello, i "Rockers" facevano da corona a Peppino
di Capri e, tranne quale rarissima eccezione ("Campioni" e "Flipper"),
difficilmente i "complessi" si esibivano da soli. I "Da Polenta" sono il frutto di questo clima. Cecco Grandi (chitarra basso e canto), Ferruccio Mazzoli (batteria), Loris Piccinini (voce solista), Lino Brandolini (organo, fagotto e canto) e Gianni Triossi (chitarra e canto) cavalcano lo spensierato cavallo dei vent'anni e decidono di dare un tocco in più al loro tempo libero assecondando la loro voglia di cantare e di far musica. Di fronte a loro si spalanca l'estate, che utilizzeranno per verificare la bontà della loro idea, che alla fine risulta vincente tant'è che nell'autunno sono già pronti per le prime esibizioni che hanno come teatro i caratteristici "festini" fra amici e compagni di scuola. I cinque ragazzi hanno già le idee chiare e si presentano ai loro "fans" tutti ingessati in giacca e cravatta e con un nome d'arte assai impegnativo, I Da Polenta, dal nome della potente famiglia ravennate che fece il bello e cattivo tempo fino alla dominazione veneziana. Guido Da Polenta aveva perfino ospitato Dante, il poeta più grande del mondo e i cinque ragazzi mentre si accingono al "grande passo" sembrano scommettere con se stessi (Dante avrebbe detto: "qui si parrà la tua nobilitate"). Se il buon giorno si vede dal mattino, la stagione dei Da Polenta si apre con ottimi e incoraggianti auspici. È trascorso appena un anno da quando i cinque amici si sono messi insieme e già si registra il primo successo "extra moenia", con la vittoria al torneo "Campanile d'oro Città di Faenza", una kermesse musicale riservata alle orchestre "ye ye" e organizzata dal famoso binomio "Bentini & Monti". Secondo la giuria i Da Polenta "hanno dimostrato di avere assimilato perfettamente l'unisono ye ye degli anglosassoni". Sul palco si avvicendarono tre presentatori, ognuno dei quali fungeva da "padrino" per i complessi partecipanti. E quando venne il turno del complesso ravennate, il "padrino" Adolfo Pardo improvvisa una simpatica arringa in chiave comica dei suoi pupilli portando in scena una enorme polenta dorata! I Da Polenta, confermando l'antico detto che l'appetito
vien mangiando, non si fermano sotto l'ombra del campanile d'oro appena conquistato
e, rincuorati da questo primo successo, decidono di misurarsi lontano dalla
realtà locale partecipando al concorso "Rapallo Davoli 1966".
I Da Polenta guadagnano la finale presentando "Help" dei Beatles e
"C'è una strana espressione nei tuoi occhi" dei Rokes. L'esperienza
porterà il complesso ravennate alla prima esperienza nella sala di incisione
della prestigiosa Rca, che a quei tempi aveva fondato la Arc, una "label"
riservata ai giovani talenti (incidevano per la Arc il complesso anglosassone
"The Rockes" e il nostrano Dino che si presentò con "Eravamo
amici"). E su etichetta Arc esce un "33 giri" intitolato "Vietato
ai maggiori di pochi anni" che raccoglie i complessi che si esibirono al
concorso di Rapallo. I Da Polenta partecipano alla "compilation" con
il brano "Con le mie lacrime", un successo dei Rolling Stones e "Ho
in mente te". Il "33 giri", ricercatissimo, è oggi un
raro pezzo per collezionisti del vinile. Passano quindici lunghi anni e nel febbraio del 1987 Cicci Randi
ha l'idea di radunare i "vecchi" Da Polenta per una rimpatriata. Il
richiamo della musica è troppo forte e i Da Polenta si ritrovano a suonare,
quasi per gioco, di fronte a una platea di amici. E da allora i Da Polenta non
hanno più smesso. Fedeli ai loro anni e alla loro identità musicale,
i Da Polenta si sono specializzati nel repertorio della musica d'ascolto degli
anni Sessanta e Settanta. A Ferruccio Mazzoli (batteria), Gianni Triossi (chitarra),
Sergio Bandini (voce solista), che facevano parte della prima formazione, si
aggiungono Oliviero Villich (tastiere), Gianni Morini (chitarra) e Paolo Molducci
(basso). Ma su tutti quello che conta è il nome, Da Polenta. Dopo quasi quarant'anni da quell'ormai lontano
1965, i Da Polenta continuano ad offrire il loro "sound" facendo sognare
quanti oggi si trovano i capelli bianchi, ma offrendo anche ai più giovani
uno spaccato musicale degli anni Sessanta e Settanta. Franco Gabici |